Imprenditore guida i tuoi uomini fuori dalla tempesta!

In questo momento storico, e mai come ora, la differenza la fa l’uomo (e l’imprenditore) e la sua capacità di muoversi nel fiume che ci avvolge dalla nascita, fiume impetuoso chiamato Cambiamento. Ciò di cui hanno bisogno le aziende oggi non è nuova tecnologia ma nuova umanità.

Riscoprire l’uomo significa riscoprire le sue potenzialità. Sempre più studiosi in ambiti diversi stanno unendo le forze attraverso una visione olistica dell’uomo che permetta di fare sintesi piuttosto che divisione. La psicologia comincia ad essere al centro dell’interesse di economisti illuminati che vanno oltre i numeri e psicologi iniziano a sentire la responsabilità di gridare l’insostenibilità mentale del sistema in cui viviamo.

Un imprenditore che voglia continuare ad esserlo, oggi, deve riscoprire il suo vero potenziale e quello delle persone che operano con lui. Il capitano e i marinai non si misurano quando il mare è calmo ma quando c’è tempesta. La tempesta che stiamo vivendo oggi si chiama crisi.

Per superare una tempesta è necessaria la strategia giusta, per trovare la strategia giusta è necessario riconoscere il tipo di tempesta e quella che stiamo vivendo è una tempesta di coscienze smarrite. Abbiamo perso la matrice generativa dell’uomo: l’altruismo e con esso la sua manifestazione più ampia che garantisce la sopravvivenza alla nostra specie, l’altruismo intergenerazionale!

Sino a quando non decideremo di lavorare su questo terreno ogni tentativo d’uscita sarà fallimentare, perché quella che stiamo vivendo non è una crisi economica ma una crisi di visione. In questo senso cari amici imprenditori il vostro compito va oltre un semplice interesse personale: potete decidere se essere fautori del Cambiamento e dell’evoluzione dell’uomo o fautori dello status quo che ci destinerà all’insuccesso umano.

Essere visionari significa tornare a sentire la forza di una coscienza sensibile all’altrui necessità, che spontaneamente muove verso la condivisione materiale per sostenere l’evoluzione dell’essere in una prospettiva intergenerazionale, con la consapevolezza di contribuire a un progetto che va oltre noi stessi e oltre il semplice scibile cognitivo!

Per poter superare la tempesta il capitano deve avere ben in mente la meta e condividerla con i marinai. La meta deve essere allineata con la propria natura altrimenti diventerà una falsa meta o comunque un percorso fuorviante che ci farà cadere nell’insana e perenne insoddisfazione di chi, raggiunto un obiettivo, pensa subito al successivo inseguendo un risultato che non arriverà mai perché indefinito.

Ciò che tiene alto il morale e aiuta il gruppo a superare anche i momenti più duri sono la motivazione e il senso di essere parte di un qualcosa che va oltre se stessi (visione) ma che allo stesso tempo permette di esprimere se stessi.

È finito il tempo del bastone e della carota ed è finito il tempo della costrizione o falsa partecipazione. Oggi alle aziende, soprattutto alle piccole e medie imprese, servono capitani e marinai che siano al posto giusto e che possano esprimere e rispondere al bisogno che ogni uomo ha: dare un senso al proprio agire che vada oltre se stessi.

Dobbiamo riprenderci la nostra umanità e portarla al centro della vita professionale e agire per essa prima che per il fatturato, solo così creeremo un mondo che vale la pena vivere e saremo orgogliosi del lavoro che facciamo, qualsiasi esso sia, perché sarà un mezzo per restituire al mondo quello che a suo tempo ci è stato donato: il nostro talento.

Abbiate il coraggio di mettere il cuore nelle vostre aziende, di parlare di bene, di scegliere di essere fautori del benessere interiore dei vostri figli. Abbracciate la consapevolezza che non saremo noi a beneficiare degli effetti di questo Cambiamento e forse nemmeno i nostri figli ma i figli dei nostri figli e per questo siate fieri di farlo ancor più che per voi stessi: questa è la visione!

Andiamo oltre noi stessi in ogni campo e saremo salvi.

“Siate il Cambiamento che volete vedere nel Mondo!” – Ghandi

Luca Lombardini
Articolo di Luca Lombardini.

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